Tuscany Crossing 100km, preparazione e recap gara.

Tuscany Crossing, 100km (anzi, 103 per l’esattezza) tra Val D’orcia e boschi dell’Amiata. 3800m di dislivello. A mio parere una gara bellissima che unisce paesaggi meravigliosi a un’atmosfera unica e rurale. Partenza alle 5 e alba sulle più belle colline toscane, già questo vale la partecipazione.

Percorso e recap gara

È sicuramente un’ottima entrata nel mondo dell’ultra trail, il percorso ha praticamente zero tecnicità ed fondamentalmente un sali scendi continuo, per 100km. I 3800m di dislivello sono abbastanza ben distribuiti esclusa la salita più lunga del percorso, 10km continui dal 60-70° chilometro (pendenza media credo intorno all’8%).

Profilo altimetrico 2026 (dal sito ufficiale TC)

Il fatto che non sia una gara tecnica e che il dislivello sia uniforme è sicuramente un pro, perché la rende una gara praticamente corribile all’80-90%. Con un buon allenamento è sicuramente una competizione ottima per provare il personale sulla distanza. Tuttavia, a mio parere, questa è anche la sua difficoltà! Un percorso così vallonato richiede una gestione gara molto più accurata per non bruciarsi nella prima metà e non lascia praticamente spazio al riposo. Inoltre, i ristori, come spesso succede nelle ultra sono abbastanza distanti (anche 15-18km). Sabato nelle ore centrali della giornata (circa metà gara per me) le temperature sono arrivate a 25-27°. Con due flask da 500ml, è praticamente impossibile idratarsi adeguatamente tra un ristoro e l’altro quindi, dopo 40-50km, mi sono reso conto di quanto inevitabilmente sarei andato incontro a disidratazione. Camelback si o no? A mio parere no, lo trovo piuttosto scomodo e comunque molto lento da riempire perciò, se dovessi aumentare la capienza idrica, sicuramente opterei per una flask aggiuntiva da 500 o almeno da 250ml. Bastoncini? Domanda difficile (che mi ha attanagliato per tutta la gara). Li ho portati e onestamente anche usati. È una gara che sicuramente NON necessita di bastoncini, sopratutto se si è allenati (nessuno dei primi li aveva). Nel mio caso, essendo la prima, ho preferito non rischiare ed effettivamente su alcuni tratti più ripidi e sopratutto nei 15-20km finali mi hanno aiutato a preservare (per quanto possibile) le gambe. Per il peso e l’ingombro che hanno ma sopratutto se è la prima 100 direi che portarli è la scelta giusta.

Recap gara

Sapevo che finirla non sarebbe stato un problema, il problema era come. Mi ero dato l’obiettivo di mantenere un passo il più costante possibile ed evitare soste lunghe (che so che per me non funzionano). Primi 50km fatti a un ritmo molto buono (per me), chiusi soltanto con 4′ in più (5h 18) rispetto a quando avevo fatto solo i 53km nel 2024. Chiaramente l’obiettivo non era fare il tempo ma essere in controllo. Tornando indietro comunque, sarei stato un po più conservativo, ma non troppo ;). Base vita al 55°km prima della salita più grossa. Li credo di aver perso un po di tempo, tra cambio calzini e sopratutto rifornimento acqua e cibo (c’era fila…). Ma assolutamente sosta necessaria. Alimentazione. Mi collego ora a questo punto perché intorno al 45-50°km mi si è completamente chiuso lo stomaco al dolce causa sicuramente anche il caldo. Quindi ho dovuto praticamente affidarmi solo ai ristori (io avevo qualche pacchetto di crackers ma il resto tutti gel e barrette dolci). Era un punto prevedibile ma speravo succedesse un po più avanti in gara, il mio target era 50-60g/h ma visti gli extra non ho idea di quanto abbia assunto. Credo di esserci andato vicino perché non ho mai avuto grossi cali. Ai ristori ho continuato con: pane (anche con olio), crackers, e qualche piccolo pezzo di crostata. All’occorrenza aumentavo l’intake prendendo qualche caramella (che avevo). Sinceramente mi sono stupito perché, escluso un momento in cui sono rimasto senza acqua per diversi km, ma chiaramente ho continuato a mangiare non ho mai avuto problemi gastro-intestinali che mi impedissero di alimentarmi (però m son dovuto adattare). Sodio e caffeina. Ho sperimentato con le compresse di sodio circa due (1.5g di sodio) ogni 2h. Secondo me sono un’ottima alternativa per non dover consumare compresse in acqua (che trovo disgustose e poco pratiche). Non ho assunto caffeina se non un bel caffè fatto con la moka prima della partenza (quello ha avuto uno scopo molto importante…). Sicuramente avrebbe aiutato ma onestamente non ho sentito troppo il bisogno. Poi, due su quattro gel alla caffeina si sono rotti. Riprendiamo dalla base vita. Dal 60° al 75° complici caldo e la consapevolezza che dopo la salita avrei avuto ancora 33km da fare ho avuto veramente un buco nero, sopratutto psicologico ma chiaramente anche fisico, le gambe erano abbastanza cotte. Dopo una chiamata a casa e qualche chilometro con due ragazzi arrivato al ristoro del 75 si è aperto uno spiraglio, li ho fatto un bel reset e ho realizzato che, dall’80° mancavano solo 23km, fattibile! Da li sono entrato in modalità robot steady state, unico obiettivo, correre in maniera costante e pensare solo ai 2km successivi. Dopo ogni sosta era sempre più difficile ripartire. Camminata in salita e corsa in discesa e piano, ritmo sostenibile. Chiudo i 100km in 12h 40 e la gara in 13h. Gli ultimi 3km in 20′, tutti in salita belli tosti da un punto di vista mentale. Sono molto contento di come sia andata la gara, anche se il mio obiettivo segreto era finirla sotto le 12h 30 ma ho dato il 100% e più di questo, non avevo. Inoltre, su vari segmenti in salita ho fatto record personale personale rispetto al 2024 quando dovevo fare solo 50km quindi un bel miglioramento c’è stato.

Preparazione

Nota un po dolente, nonostante le 13h medie/settimana di allenamenti è stata una preparazione abbastanza alla carlona. Fino praticamente a Marzo mi sono allenato senza una struttura, cercando soltanto di mantenere costanza e non farmi male ma posso dire, zero qualità. Con qualità non intendo intensità ma struttura e programmazione in generale. Ammetto di aver avuto qualche mese piuttosto buio che mi portava ad allenarmi solamente per abitudine e non per piacere. Il grosso del lavoro l’ho fatto nelle ultime 6-7 settimane (infatti la media ore è comunque venuta discreta). Per un discorso di tempo ed energie ho quasi eliminato la palestra (2-3 sessioni totali in 6 settimane). Massimo focus su corsa con bici a supporto per mantenere quanto più alto possibile il volume.

Struttura della settimana

4-5 corse. Martedì, Mercoledì, Giovedì, Sabato e/o Domenica. Media volume corsa ultime 6 settimane: 70km. Una sessione intensa in Z2 alta o Z3 fatta di solito sul tapis sfruttando l’inclinazione (martedì o mercoledì) + lungo il weekend. Le altre sessioni a sensazione ma sempre endurance Z2 o Z1. Qualche sessione sul tapis: 3 x 15′ @ 6-8% di inclinazione con rec. 2-3′. Oppure un over/under molto carino tipo: 5′ @ 12% + 2-3′ @ 5% molto utile per simulare il cambio di pendenza della gara. Ho inserito anche qualche intervallo più breve (2-4′) al 15%. Ho fatto zero lavori in pista o veloci (VO2max/Z4). Secondo me la cosa fondamentale (sopratutto le ultime settimane) è essere più specifici possibile. Trovo abbastanza inutile inserire ripetute ad intensità che non verranno mai toccate in gara (però è un mio parere).

Impostazione dei lunghi

Se dovessi scegliere la sessione più importante della settimana (per ultra distanze) sicuramente sarebbe il lungo. È un allenamento fondamentale che non può mancare. Serve a tutto! Base aerobica, durability, rinforzo dei tessuti, test alimentazione e attrezzatura. I lunghi pre gara sono stati:

  • 6 settimane alla gara: 35km d+ 1500m
  • 5 settimane: 38k d+ 1500
  • 4 settimane: 42k d+ 2000
  • 3 settimane (lunghissimo finale): 70km d+ 3100
  • 2 settimane: 35k d+ 1200m
  • Ultimo lungo pre gara: 30km d+ 1200m

La progressione non è perfettamente graduale ma sapevo di poter gestire un incremento di 30km in una singola sessione considerando anche che ho mantenuto un’intensità molto controllata. In tutti i lunghi ho praticato alimentazione, idratazione e attrezzatura gara. Praticando anche ingestione di solidi come pane, formaggio e crackers. La settimana di carico più alta è stata quella con il lungo da 70km concludendo a 110km totali e 4000m di dislivello.

Taper (e aneddotica)

Come per la maratona di Dicembre anche qui ho voluto adottare una strategia che ho visto funzionare su di me ovvero uno scarico maggiore due settimane prima della gara per poi aumentare leggermente. Prendo un po esempio dal metodo utilizzato da Blummenfelt e Iden pre Kona 2022 in cui hanno avuto un picco enorme a 7 giorni dalla gara. Non sono stato così estremo (ovviamente) ma ho comunque optato per un lungo da 30km 7 giorni prima. Ho notato (su di me) che sopratutto per gare molto lunghe abbassare il volume (mantenendo frequenza e intensità) è come se depotenziasse il sistema aerobico portandomi a una sensazione generale di pesantezza delle gambe e stanchezza anziché freschezza. È come se avessi bisogno di far girare il motore a regimi medi, sopratutto in termini di ore, piuttosto che scaricare drasticamente ricercando il massimo riposo. Nella settimana di taper mi sono allenato tutti i giorni (prima volta nella vita) facendo 3 corse: una lunedì, una mercoledì e una da 20′ pre gara il venerdì. Martedì nuoto e Giovedì bici. Qualche ripetuta in Z3 il lunedì e qualche sprint da 5-10″ il mercoledì. Bici e nuoto endurance. Sinceramente la mattina della gara mi sentivo bene e anche durante non ho avuto particolari dolori o crampi. Il taper è estremamente soggettivo e credo sia una tra le cose più difficili da fare. Ciò che ho portato è la mia esperienza, assolutamente da non replicare e non basata su evidenze scientifiche. Basata soltanto su anni di allenamenti e svariate prove. Nonché, ascolto del mio corpo.

Attrezzatura

  • Zaino salomon
  • Cintura Salomon con porta bastoncini (black diamond)
  • Hoka Stinson ATR 7 (belle protettive)
  • Garmin Enduro 2. Schermata che ho tenuto: timer, passo istantaneo e distanza. Nella seconda schermata ho la pagina che uso per le ripetute e ho il passo lap (che non azzerando trasmette il passo medio). Non ho usato fascia cardio che reputo abbastanza inutile e sopratutto scomoda su gare così lunghe

Considerazioni finali

Forse una delle cose che mi rende più fiero di questa gara, non è il tempo o la classifica anzi, è il fatto che in questi anni di allenamenti praticamente quotidiani e gare (tra cui diverse maratone, trail e un full Ironman) non mi sono mai infortunato. Nemmeno una volta. Qualcuno può dire c**o, qualcuno genetica. Sicuramente entrambe le cose. Ma penso, con umiltà, nel mio piccolo di aver lavorato bene, focalizzando sempre sulle basi (programmazione, alimentazione e recupero). Ho sempre cercato di avere una visione a lungo termine, di ascoltare il più possibile i segnali che il mio corpo mi dava. Ho avuto momenti bui? Assolutamente, tanti. Ho avuto momenti in cui non ho ascoltato il corpo? Tanti. In cui ho forzato la mano sapendo che ero al limite? Si. Ma riconosco che in tutti questi momenti sono stato presente e realmente preoccupato per la mia salute a lungo termine cercando quindi di non trascurare quello che stava succedendo e ciò che il mio corpo voleva dirmi. Sembra filosofico, e un po lo è ma credo che sia ciò che ha realmente fatto la differenza nel lungo termine. Questo vuol dire che non avrò mai un infortunio? Assolutamente no, però riconosco di aver completato alcune tra le gare più dure (al mondo) senza mai uno stop.

Un’altra nota

Gradualità. Se ne vede poca ormai. Tutto per le views. Ho fatto la mia prima mezza (avendo già un piccola base di corsa) nel 2019 in 2h e qualcosa. La mia prima maratona nel 2023. Facendo sub 3h nel 2025. La mia prima 100km nel 2026, 7 anni dopo. Non 7 mesi, anni. Mattoncino dopo mattoncino. È bello amare lo sport e perché no, anche essere competitivi (io lo sono molto) ma dovrebbe essere una passione, un qualcosa che vogliamo fare per tanti anni, non per cancellare una scritta su un foglio. Oltre che una mentalità che non condivido (che aumenta pure il rischio infortuni) penso non sia un buon esempio per lo sport ma, opinione mia.

Until next time.

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